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Giovanna d'Arco

in onda venerdì 23 dicembre alle ore 21,00

Giovanna d'Arco

Giovanna d’Arco

Dramma lirico in un prologo e tre atti, musica di Giuseppe Verdi (1813-1901)

Libretto di Temistocle Solera dal dramma Die Jungfrau von Orleans di Friedrich von Schiller

Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 15 febbraio 1845

Personaggi:

Carlo VII, re di Francia, tenore

Giacomo, pastore di Domremy, baritono

Giovanna, figlia di Giacomo, soprano

Delil, ufficiale del re, tenore

Talbot, supremo comandante degli Inglesi, basso

LA TRAMA

Prologo. Il popolo piange le sorti della Francia. Il re Carlo VII, dopo aver sognato la Vergine che sotto una quercia lo invitava a deporre le armi, decide di abdicare; poi riconoscendo nel luogo dell’apparizione la foresta di Domremy ritenuta stregata, decide di andarvi. Lì, prostrata davanti alla Vergine, Giovanna piange la patria oppressa. Preoccupato dall’assiduità di queste visite, Giacomo, il padre di Giovanna, assiste segretamente a quello che teme essere un incontro con le potenze infernali. In effetti, assopitazi, Giovanna è tentata dai demoni, ma gli spiriti eletti la esortano a salvare la Francia. Sopraggiunto Carlo, Giovanni gli si fa incontro e afferrate le armi lo invita a seguirla sul campo di battaglia. Il re affascinato, obbedisce, mentre Giacomo, convinto che il potere della figlia sia di natura diabolica, vorrebbe seguirli ma cade sfinito.

ATTO I. Nel campo inglese il morale delle truppe sconfitte è basso. Sopraggiunge fuori di senno Giacomo, che annuncia l’imminente cattura di colei che è responsabile della loro disfatta. Di fronte all'esultanza dei presenti che minacciano il rogo, Giacomo ha un moto d’orrore, ma il desiderio di vendetta nei confronti di Carlo, che egli accusa d’avere disonorato la figlia, ha poi il sopravvento. Intanto, Giovanna, ottenuto il suo scopo, vorrebbe tornare alla vita di sempre, ma Carlo le offre di diventare sua sosa. Pure rivelandogli di amarlo, la giovane rifiuta, memore del consiglio degli spiriti eletti, ma il re non cede e poiché il popolo vuole vederlo incoronato, annuncia che riceverà il simbolo del potere solo dalle mani di Giovanna. Mentre gli spiriti maligni esultano, la fanciulla si avvia triste al suo ufficio.

ATTO II. Durante la cerimonia dell’incoronazione, Giacomo attende sulla piazza, oppresso dalla convinzione del peccato della figlia. Il corteo regale esce dalla cattedrale e Carlo VII dichiara che la Francia a due protettori, San Dionigi e Giovanna. Giacomo, allora, incapace di trattenersi, accusa la figlia di maleficio. Di fronte a Carlo che le chiede spiegazioni, Giovanna tace, conscia del suo colpevole amore. Carlo crede ugualmente all’innocenza della fanciulla, ma il popolo la rinnega e il padre la trascina verso il rogo apprestato dagli Inglesi.

ATTO III. Prigioniera degli Inglesi, Giovanna assiste impotente alla battaglia, invocando il perdono di Dio per il suo colpevole amore, chiede in cambio l’onore di offrire la sua vita per il bene della Francia. Finalmente convinto della sua innocenza, Giacomo la libera e, dopo una commossa riconciliazione, la giovane corre alla sua missione. Liberato Carlo, al quale raccomanda il perdono per il padre, Giovanna si getta nella mischia. In breve il nemico è sconfitto ma la fanciulla è mortalmente colpita. Invano il re e Giacomo sperano nella sua salvezza: mentre tutti si prostrano e si diffonde una luce intensissima, Giovanna, ormai eletta a visioni celestiali, spira. 

Cfr. Dizionario dell'Opera, a cura di Pietro Gelli, Milano, 1996, Baldini & Castoldi, pagg. 549-550.

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