Parchi Nazionali
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Aree Marine Protette
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Stili di vita ecocompatibili
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Parco sommerso di Baia

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    • Regione: Campania
    • Provincia: Napoli
    • Comuni: Bacoli - Pozzuoli
    • Estensione: 176.6 ettari
    • Istituzione: D.M. 7/8/2002
    • Ente gestore: Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Napoli e Caserta

    Il parco, che si estende tra la testata del molo di limite meridionale del porto di Baia e il punto in intestata del molo del Lido di Augusto, è compresa nel golfo di Pozzuoli e giace a una profondità compresa tra 2-16 metri sotto il livello del mare. Sotto quest'acqua si trovò un complesso archeologico di ricezione valore con strade, mosaici, colonne, edifici, terme, moli, peschiere che fu esplorato per la prima volta nel 1956 da Raimondo Bucher, uno dei pionieri dell'immersione subacquea, che lo aveva scoperto e fotografato durante un volo aereo. Può stupire che un patrimonio archeologico situato in un tratto di mare con fondali relativamente bassi, sia passato a lungo osservato, ma questo è forse spiegabile dall'effetto barriera del mare e da quasi assoluto silenzio delle fonti, se si esclude un brano di un tardo vangelo apocrifo che, trattando dell'arrivo di San Paolo prigioniero a Pozzuoli, cita lo sprofondamento di Baia , una punizione divina per il trattamento inflitto al santo. In realtà non mancavano le tracce che testimoniavano come la parte emersa del litorale continuava sottacqua da dove, intorno al 1890, quando inizia lo sviluppo industriale della zona, vennero tratti capitelli e basi di colonne usati come materiale di costruzione e si cancellò l'antico molo romano inglobandolo nella gettata del molo moderno. le ricerche sistematiche ebbero inizio negli anni sessanta e oggi Baia sommersa, di cui curiosamente rimane traccia nelle decorazioni di alcuni vasetti vitrei conservati a Populonia, in Spagna e a Varsavia, comincia ad avere una fisionomia precisa.

    L'insenatura occupo un antico cratere invaso dal mare, in epoca romana coperta da una laguna costiera nota come Baianus Lacus. Gli edifici romani vennero eretti tra il mare e la sponda orientale della laguna, lungo la falda interna del cratere dal mare fino al crinale. Questa zona era inizialmente un porto commerciale e fu proprio la possibilità di controllare traffici e commerci che indusse molti potenti romani a erigere nella zona di baia splendide ville e impianti termali tra i più famosi dell'antichità. A est di Punta Epitaffio a7 km di profondità si trova il cosiddetto Ninfeo di Claudio, urne edificio rettangolare absidato rivestito di marmo e ornato da mosaici e statue dedicate alla storia di Ulisse e Polifemo, che apparteneva al complesso di edifici dell'antica balia oggi disseminati in mare fino a 400 metri dalla costa attuale. Poco più in là, a circa 5 m di profondità, giace un complesso rimasto in uso per oltre tre secoli, diviso in due nuclei: uno meridionale, che comprende sale termali, e uno settentrionale articolato attorno a un ninfeo. L'aria venne considerata la propagine termale di uno dei palazzi imperiali forse di Claudio a sud-est di Punta Epitaffio si trova invece la villa dei Pisoni, l'edificio era dotato di terme, giardini, un quartiere marittimo, vani soggiorno, cisterne peschiere protette da barriere frangiflutti.

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